Come affrontare un colloquio

IL COLLOQUIO DI SELEZIONE

Credits: Massimiliano Lucchesi

IL COLLOQUIO DI SELEZIONE

Il colloquio o intervista di selezione è sia un momento di valutazione di un candidato, sia un momento di trasmissione dell’immagine dell’azienda all’esterno.

Il colloquio di selezione ha due finalità:

  • raccogliere informazioni sul candidato;
  • dare informazioni sul lavoro offerto.

Il colloquio di selezione è utile per integrare la valutazione delle Informazioni presentate nel curriculum. Ci sono informazioni che non possono essere estrapolate se non in forma molto indiretta dai dati di un curriculum, come:

  • Comportamenti;
  • Credenze (rappresentazioni mentali, opinioni, pregiudizi);
  • Atteggiamenti e aspettative verso il lavoro;
  • Valori.

IL COLLOQUIO DI SELEZIONE

Le variabili che influenzano l’esito del colloquio sono:

  • l’intervistato, in particolare: le sue caratteristiche personali (studi, esperienze lavorative, interessi, motivazioni), i suoi atteggiamenti verso l’organizzazione, la mansione, e l’esperienza di precedenti interviste di selezione;
  • l’intervistatore stesso, in particolare: la sua esperienza come intervistatore, la sua conoscenza dei job requirements (requisiti professionali), ed i suoi eventuali pregiudizi e stereotipi;
  • il contesto, in particolare: come questo è percepito “soggettivamente” dall’intervistato e il setting fisico in cui il colloquio è volto.

IL GRADO DI STRUTTURAZIONE DEL COLLOQUIO

  1. Non strutturata: lasciata totalmente alla discrezionalità dell’intervistatore; ha bisogno di selezionatori molto esperti perché presenta forti rischi di valutazioni soggettive e funziona solo nel caso in cui ci siano pochi candidati;
  2. Semi-strutturata: intervistatore definisce preventivamente gli obiettivi da raggiungere e le informazioni da raccogliere in aree ben precise; tuttavia consente all’intervistato di procedere liberamente nel dialogo secondo i modi che ritiene più opportuni. Offre al candidato la possibilità di interagire attivamente, costituisce per l’azienda il miglior modo di presentarsi;
  3. Strutturata: consiste generalmente in un questionario con domande predefinite poste dall’intervistatore. Rende la selezione il più obiettiva possibile senza che il giudizio del selezionatore possa essere condizionato da fattori personali.

IL NUMERO DI INTERVISTATORI

 

  • Intervista individuale: un solo selezionatore, colloquio individuale con il candidato. Facile da organizzare ma basata molto sulla bravura ed esperienza del selezionatore e comunque esposta a rischi di bias.

 

  • Intervista panel interview: da due a cinque intervistatori che pongono domande; la panel interview può essere individuale o di gruppo. Serve per raccogliere dati da più fonti, per poi confrontare i risultati raccolti dai vari esaminatori, in modo da evitare un effetto bias.

GLI STILI DI CONDUZIONE

  • Amichevole: interazione svolta in un clima informale; poco utilizzato;

 

  • Stress-interview: l’intervistatore fa domande aggressive (“Ma a lei, con CV di questo tipo, come è venuto in mente di presentarsi proprio qui?” “Si rende conto che le sue esperienze non hanno niente a che vedere con i requisiti di questo lavoro?”), per valutare le reazioni del candidato in situazioni di stress. Limite: non dice nulla delle reazioni del candidato in situazioni di stress legate al reale contesto lavorativo in cui sarebbe eventualmente inserito;

 

  • Professionale: la più usata; atteggiamento professionale dell’intervistatore. L’interazione si svolge in un clima positivo, affinché organizzazione e candidato scambino le informazioni pertinenti e si manifestino le reciproche aspettative

 

L’INTERVISTA PROFESSIONALE

In generale, il colloquio inizia e si conclude in modo poco formale, affinché il candidato possa sentirsi a suo agio, libero da forti tensioni emotive e da timori che potrebbero bloccarlo o farlo chiudere in difesa.

 

È buona regola iniziare il colloquio con argomenti familiari al candidato, ma evitando domande su questioni di natura strettamente personale. Spesso si inizia chiedendo al candidato di parlare di sé e del suo CV. È l’occasione per chiedere chiarimenti su aspetti poco chiari del CV.

 

Il candidato deve essere ascoltato con attenzione e senza interruzioni. Evitare interruzioni e disturbi esterni durante il colloquio.

L’intervistatore guida l’intervista, lasciando quanto più possibile spazio al candidato di esprimersi. Nel corso dell’intervista occorre saper mantenere un alto grado di interesse, collaborazione e motivazione nell’intervistato.

PRIMA DELL’INTERVISTA

  • Scelta della tecnica di intervista più adatta: individuale o di gruppo; strutturata o semi-strutturata; individuazione di chi parteciperà al colloquio come valutatore;
  • Messa a punto di una serie di domande finalizzate alla valutazione dei fattori prestabiliti;
  • Predisposizione del setting fisico in cui condurre l’intervista. I candidati non devono incontrarsi in sala di aspetto, a meno che si svolgano interviste di gruppo.
  • Sui dati raccolti relativamente alla mansione, al profilo professionale ed a quello psicoattitudinale, l’intervistatore predispone una “griglia” contenente le linee guida del colloquio: le aree d’indagine ed eventualmente anche di domande specifiche da utilizzare nel corso del colloquio, ed i fattori sui quali effettuare una valutazione. Per ogni selezione va messa a punto un’apposita griglia.

 

PRIMA DELL’INTERVISTA

Visione della documentazione disponibile

In questa fase l’intervistatore analizza i dati disponibili sul candidato – domanda di assunzione, curriculum vitae, risultati di test eventuali, referenze – per acquisire i primi elementi di informazione utili per una valutazione.

 

L’analisi di questi elementi consente all’intervistatore di:

  • stabilire se il candidato possiede i requisiti minimi necessari per lo svolgimento della mansione controllabili già sulla carta (quali ad esempio l’età o il titolo di studio);
  • decidere quali aspetti del curriculum del candidato approfondire durante l’intervista;
  • evidenziare determinate lacune, determinare se è il caso di riverificare o controllare i risultati di prove o test sostenuti.

 

I TEMPI

Prevedere un tempo sufficiente, né troppo breve (potrebbe non consentire la raccolta di tutte le informazioni utili) né troppo lunga (potrebbe dar luogo a stanchezza tanto nell’intervistatore che nell’intervistato).

Iniziare l’intervista solo quando si è certi di poterla concludere senza interruzioni. In ogni caso non deve mai essere troncata bruscamente, anche quando si è certi che il candidato non possiede i requisiti richiesti.

Gli appuntamenti vanno fissati in genere con intervalli di 50-60 minuti, anche se i colloqui possono durare di più: qualche candidato potrebbe non presentarsi, altri potrebbero risultare subito non adatti o non interessati.

Tra un’intervista e l’altra bisogna prevedere degli intervalli sufficienti per fissare le note essenziali sui candidati, e per completare quelle già in possesso.

 

LA COMMISSIONE

L’ideale è avere una commissione di tre selezionatori:

  1. il direttore del personale o del neo-assunto;
  2. un esperto del settore dove andrà ad operare;
  3. uno psicologo del lavoro, esperto in selezione.

 

Una persona o due fanno domande, una terza è in disparte e prende nota delle risposte

DURANTE L’INTERVISTA

DOMANDE RICORRENTI

  • Ci parli di lei
  • Quali sono i suoi punti di forza? E i suoi punti deboli?
  • Come si vede di qui a tre-cinque anni?
  • Perché è interessato a questo lavoro e a questa azienda?
  • Cosa la rende il candidato ideale per questa posizione? Perché dovremmo scegliere proprio lei?
  • Motivazione: “Perché vuole questo lavoro?”, “Perché vorrebbe lavorare per questa azienda?”, “Cosa la spinge a cambiare lavoro?”.
  • Dedizione -“Si dedica al lavoro con passione?”, “Cosa considera più importante nel lavoro?”.
  • Feeling: “Si integra facilmente?” “Lei è abituato a lavorare in team?”
  • Risultati: “Che obiettivi ha raggiunto fino ad ora?”, Quale ritiene essere la sfida più difficile che ha affrontato sul lavoro?” “Come l’ha superata?”

CONCLUDERE L’INTERVISTA

  • Lo stesso intervistato, dopo aver ottenuto tutte le informazioni utili sul lavoro e l’organizzazione, può compiere una autoanalisi e discutere la propria candidatura;

 

  • In ogni caso è opportuno che gli rimanga l’impressione di aver fatto un’esperienza utile ed arricchente, con una persona attenta e disponibile.

DOPO L’INTERVISTA

Subito dopo il colloquio l’intervistatore sviluppa ed integra le note – sintetiche – prese in precedenza, ricapitola i contenuti e l’andamento del colloquio, stende una prima descrizione e valutazione del candidato.

Le note non devono essere conclusive, ma è opportuno registrare le impressioni a caldo. Mai dare una valutazione definitiva immediatamente alla fine di un colloquio.

Se la commissione non esprime un parere unanime, si riportano i vari pareri, se ne discuterà a mente lucida, alla fine di tutti colloqui e possibilmente il giorno dopo la conclusione di tutti i colloqui.

Dilazionare i tempi della valutazione finale (almeno di qualche ora), per dar tempo alle impressioni e prime valutazioni di “sedimentare” e scaricare degli elementi di emotività che possono scaturire dall’interazione.

Seguire uno schema che riporti i punti sui quali indirizzare l’attenzione e che guidi l’intervistatore nel processo valutativo.

 

CONSIGLI UTILI PER IL CANDIDATO

  • Se il colloquio è per uno stage, non chiedere delle ferie e degli eventuali gettoni di presenza o retribuzioni;
  • Fate attenzione ai social: tutti i datori di lavoro li controllano;
  • Nel corso del colloquio dovete dimostrare di conoscere l’organizzazione; studiatene bene il sito web e ogni altra fonte di informazione pubblica;
  • Studiate bene la job description;
  • Dovete dimostrare non solo di essere motivati al lavoro, ma di essere motivati a lavorare in quella organizzazione e in quel lavoro.

 

CONSIGLI UTILI PER IL CANDIDATO

  • Essere puntuali (arrivate 15 minuti prima);
  • Fare attenzione a come ci si presenta vestiti (dress code);
  • Attenzione al linguaggio verbale e a quello del corpo (comunicazione verbale, non verbale);
  • Guardare in viso gli interlocutori;
  • Dare la mano all’inizio e alla fine del colloquio;
  • Non fare domande su ferie, permessi retribuiti, orario di fine lavoro; se vi presentate per uno stage non chiedete di ferie e retribuzione.

 

LE DOMANDE DIFFICILI

  • Perché avete lasciato il vostro ultimo lavoro/Perché volete lasciare il lavoro attuale?
  • Come reagisce di fronte alle critiche?
  • Qual è la fonte della sua motivazione?
  • Si è candidato presso altre aziende?
  • Che cosa ha che altri candidati non hanno?
  • Ci sono aspetti della posizione che non la attirano?
  • E’ a suo agio nel ricevere ordini dai superiori?
  • Ci parli di un errore che avete commesso e dell’insegnamento che ne avete tratto.
  • Che stipendio si aspetta? Quanto vorrebbe guadagnare?
  • Ha qualche domanda?