IL COLLOQUIO DI SELEZIONE
Credits: Massimiliano Lucchesi
IL COLLOQUIO DI SELEZIONE
Credits: Massimiliano Lucchesi
Il colloquio o intervista di selezione è sia un momento di valutazione di un candidato, sia un momento di trasmissione dell’immagine dell’azienda all’esterno.
Il colloquio di selezione ha due finalità:
Il colloquio di selezione è utile per integrare la valutazione delle Informazioni presentate nel curriculum. Ci sono informazioni che non possono essere estrapolate se non in forma molto indiretta dai dati di un curriculum, come:
Le variabili che influenzano l’esito del colloquio sono:
In generale, il colloquio inizia e si conclude in modo poco formale, affinché il candidato possa sentirsi a suo agio, libero da forti tensioni emotive e da timori che potrebbero bloccarlo o farlo chiudere in difesa.
È buona regola iniziare il colloquio con argomenti familiari al candidato, ma evitando domande su questioni di natura strettamente personale. Spesso si inizia chiedendo al candidato di parlare di sé e del suo CV. È l’occasione per chiedere chiarimenti su aspetti poco chiari del CV.
Il candidato deve essere ascoltato con attenzione e senza interruzioni. Evitare interruzioni e disturbi esterni durante il colloquio.
L’intervistatore guida l’intervista, lasciando quanto più possibile spazio al candidato di esprimersi. Nel corso dell’intervista occorre saper mantenere un alto grado di interesse, collaborazione e motivazione nell’intervistato.
Visione della documentazione disponibile
In questa fase l’intervistatore analizza i dati disponibili sul candidato – domanda di assunzione, curriculum vitae, risultati di test eventuali, referenze – per acquisire i primi elementi di informazione utili per una valutazione.
L’analisi di questi elementi consente all’intervistatore di:
Prevedere un tempo sufficiente, né troppo breve (potrebbe non consentire la raccolta di tutte le informazioni utili) né troppo lunga (potrebbe dar luogo a stanchezza tanto nell’intervistatore che nell’intervistato).
Iniziare l’intervista solo quando si è certi di poterla concludere senza interruzioni. In ogni caso non deve mai essere troncata bruscamente, anche quando si è certi che il candidato non possiede i requisiti richiesti.
Gli appuntamenti vanno fissati in genere con intervalli di 50-60 minuti, anche se i colloqui possono durare di più: qualche candidato potrebbe non presentarsi, altri potrebbero risultare subito non adatti o non interessati.
Tra un’intervista e l’altra bisogna prevedere degli intervalli sufficienti per fissare le note essenziali sui candidati, e per completare quelle già in possesso.
L’ideale è avere una commissione di tre selezionatori:
Una persona o due fanno domande, una terza è in disparte e prende nota delle risposte
DOMANDE RICORRENTI
Subito dopo il colloquio l’intervistatore sviluppa ed integra le note – sintetiche – prese in precedenza, ricapitola i contenuti e l’andamento del colloquio, stende una prima descrizione e valutazione del candidato.
Le note non devono essere conclusive, ma è opportuno registrare le impressioni a caldo. Mai dare una valutazione definitiva immediatamente alla fine di un colloquio.
Se la commissione non esprime un parere unanime, si riportano i vari pareri, se ne discuterà a mente lucida, alla fine di tutti colloqui e possibilmente il giorno dopo la conclusione di tutti i colloqui.
Dilazionare i tempi della valutazione finale (almeno di qualche ora), per dar tempo alle impressioni e prime valutazioni di “sedimentare” e scaricare degli elementi di emotività che possono scaturire dall’interazione.
Seguire uno schema che riporti i punti sui quali indirizzare l’attenzione e che guidi l’intervistatore nel processo valutativo.